Munich

La locandina di 'Munich'

Munich è un gran film. E lo è per un motivo molto semplice, un motivo che ha reso molte opere grandi opere, e più di un film di Spielberg un grande film: in una storia semplice come quella di una vendetta che segue un massacro, si mostrano un’infinità di livelli che arrivano a toccare temi universali. E sono questi i veri protagonisti della pellicola.

Chi vede nel film solo un attacco alla politica di Israele, molto semplicemente non ha capito nulla. Israele è soltanto un pretesto per raccontare del bene e del male. Come poterlo fare meglio nei tempi in cui viviamo, se non mostrando quanto labili siano questi concetti quando si ha a che fare col terrorismo e con la guerra?

Nel momento in cui si sceglie la violenza come risposta ad altra violenza non si può più essere nel giusto. Il fine non giustifica i mezzi, ma questi ultimi lo possono infangare e distorcere, finché ciò che si vede allo specchio diventa la faccia del proprio nemico. L’unica salvezza possibile non rimane che voltare le spalle ed andarsene, non fuggendo ma al contrario trovando finalmente la propria casa, il proprio posto nel mondo, che non è un pezzo di terra polveroso pieno solo di sassi e sterpaglia, ma è non importa dove, purché sia accanto a chi si ama, a chi non confonde la vita e la morte.

Il bene ed il male, la vita e la morte, la casa, la patria, la vendetta… Munich è tutto questo, e Spielberg dimostra che è ancora possibile parlarne ed essere presi sul serio, e soprattutto avendo qualcosa da dire. Vale davvero la pena vederlo.

Munich