Dr. House: e continuiamo così e facciamoci del male

Questo l’avevo scritto su un forum dopo aver visto la puntata di Dr. House con la nanetta, andata in onda circa un mese fa su Italia1. Per la serie “non c’è limite al peggio”, il brainstorming degli sceneggiatori dello show.

Capoccia: Ok ragazzi, dobbiamo sfornare la nuova puntata, che ci mettiamo?
Brusio, voci che si sovrappongono, capoccia spazientito
Capoccia: Ok ok, ho capito, ci penso io… tanto per cominciare, possiamo metterci una crisi di astinenza, che ne dite? E mostrare che in fondo House è un drogato.
Jack (timidamente): Ma, capo, questa trovata l’abbiamo già usata, magari…
Il Capoccia continua come se niente fosse
Capoccia: Poi, e qui casca l’asino, possiamo metterci un dilemma morale, che ne dite?
Jack: Ma, capo, lo infiliamo in ogni puntata, anche quando stanno alla mensa tiriamo fuori dilemmi morali per la scelta del menù, non è che pot…
Come prima, il Capoccia manco se lo fila
Capoccia: Poi, vediamo… ah sì, ecco! Che ne dite di tirare lì la storia della diversità? geniale, no?
Jack: Guardi che è un tema s…
Capoccia: Poi dobbiamo utilizzare gli altri personaggi di contorno. Allora, a Wilson facciamo fare la parte dell’amico che lo prende nel didietro ma che alla fine tiene comunque a House ed è pronto a sacrificarsi per lui, a Cameron la parte di quella che seguirebbe House anche se si gettasse sotto ad un treno, alla Caddy facciamo recitare la parte di quella che vorrebbe mettere House in riga, e a Foreman e a quell’altro, al biondo… uhm… boh, a loro facciamo dire giusto qualche supercazzola medica, e magari ricordiamo che Foreman era un ladro, così la gente penserà “ma che simpatico negretto!”.
Jack (ormai nascosto sotto il tavolo): Capo, forse sarebbe il caso di farli agire in maniera leggermente diversa, mi sembra che quello sia il modo in cui li dipingiamo da…
Capoccia: Ecco, ci sono, unendo i vari elementi ecco che si delinea il quadro d’insieme! Sentite che colpo di genio: Caddy, appoggiata da Wilson, cerca di mettere in riga House togliendogli il Vicodin, però alla fine la spunta lui. C’è il problema del dilemma morale, visto che in effetti House ha torto marcio (cazzo, falsifichi le firme, per questo rovinano la vita all’amico che tu non fai che prendere a calci nel sedere, e ne fai una questione di principio? Ma manco al Cottolengo…), però noi facciamo finta di nulla, mettiamo lì una battutina sull’orgoglio, e siamo a posto, chi se ne accorgerà mai?
Jack (inizia a diventare trasparente): Ma non…
Capoccia: Allora ragazzi, ormai vi ho risolto quasi tutto, adesso ci vogliono un paio di colpi di genio da parte vostra, stupitemi.
Silenzio di tomba. Poi si ode una voce squillante
– NANI!
Tutti si voltano a guardare l’autore di questa affermazione. John, il classico lecchino primo della classe che a scuola avresti preso a calci, se non avessi avuto paura che ti contaminasse. Jack, ormai un’ombra, si tappa le orecchie, teme di non farcela a reggere anche questo.
Capoccia: Scusa, John?
John: Nani, capo. Potremmo mettere come paziente un nano, così la storia della diversità ce l’abbiamo servita su un piatto d’argento.
Capoccia: Grande, John! Ma poi come la mettiamo con la storia della malattia? Che ci inventiamo?
John: Beh, semplice: il nano non è un nano, ma solo House, che ha la vista lunga, se ne accorge. E questo sembrava un nano perché… boh, qualcosa si troverà, magari diciamo che è basso e basta.
Capoccia: Sì! Grandioso! Ci siamo quasi, ma sento che manca ancora qualcosa… non so… ah sì, ecco: il finto nano è una ragazzina! Così la gente si commuove di più!
Jack urla a perdifiato ma ormai è un ectoplasma senza voce
Capoccia: Però, uhm, ci vorrebbe almeno un altro elemento forte…
Silenzio, sguardi che si incrociano
John: Vomito e diarrea.
Capoccia: Come?
John: Massì, un po’ di vomito e di diarrea, fanno molta scena e disorientiamo lo spettatore…
Capoccia: Sapevo che eri il migliore, John. Ma mettiamoci solo il vomito, non vorrei che ci accusassero di ricercare troppa originalità spingendo su queste immagini forti.
John: Ha ragione, capo.
Capoccia: D’accordo ragazzi, la storia ce l’abbiamo, ora perfezionatela. Ah, ricordate di inserire una bella inquadratura drammatica di lui che si droga, in disparte, solo, magari dall’alto. Questo vende sempre. Potete andare.
La sala si svuota.
In un angolo, rimane il fantasma di Jack. Sta piangendo.

Un medico al bivio

Dopo essersi abituati a robetta come Costello e Who, ascoltare come sottofondo di Dr. House Ruggeri è da infarto. Alla prossima pubblicità al serial del simpatico dottore ormai mi aspetto di sentir partire “A volte un uomo è da solo perché ha in testa strani tarli”

Update: qualcuno di Mediaset deve leggere questo blog, nella nuova pubblicità Ruggerone ha lasciato il posto agli Zero 7. Mica pizza e fichi.