Scoop

Copertina del film 'Scoop' di Woody Allen

Ad un anno di distanza da Match Point, Woody Allen torna sul luogo del delitto, raccontando di nuovo storie di alta società britannica e omicidi. Contrariamente al film precedente però in questo il tono scelto è quello della commedia, e la Johansson da aspirante attricetta focosa si trasforma in aspirante giornalista imbranata, imbeccata da un grande reporter appena passato a miglior vita ed aiutata nelle sue indagini da un prestigiatore da strapazzo americano (lo stesso Allen).

Dopo Match Point era difficile aspettarsi dal regista un film allo stesso livello, soprattutto se una commedia, e difatti Scoop si posiziona qualche gradino più sotto: la trama è banalotta, in alcuni momenti sembra tirata via, e tutto il film si regge sul solo Woody Allen e sul suo profluvio di battute. La Johansson pare meno adatta ad interpretare una giovincella imbranata, mentre ad Hugh Jackman la parte del giovanotto di buona famiglia calza a pennello.

Essendo una commedia dovrebbe essere visto come un successo il fatto che il film faccia ridere in più di una occasione, ma alla fin fine sembra comunque di essere stati testimoni di uno spreco: tanto talento per un film così leggero da apparire vuoto. Insomma il giudizio finale non può che essere un “carino”.

Nota a parte merita il doppiaggio: Oreste Lionello per quanto possa essere bravo è insopportabile, in più di una occasione si ha l’impressione che a parlare non sia Allen ma un altro che gli sta parlando sopra. Fastidioso è dire poco.

Shaun of the dead

Locandina originale del film 'Shaun of the dead'

La vita di Shaun sta andando a rotoli: la ragazza lo ha appena piantato, il suo lavoro è uno schifo, non sopporta il proprio patrigno, e passa le giornate col suo migliore amico, Ed, a giocare ai videogiochi o al pub Winchester a bere. Che fare dunque? Ovvio, rimettere a posto la propria vita. Peccato che proprio il giorno in cui decide di imprimere una svolta alla sua esistenza una strana malattia trasformi le persone in zombie. Non rimane che salvare la madre e la fidanzata portandole nell’unico luogo sicuro che conosca: il Winchester.

Shaun of the dead è un film gustosissimo, ed uno dei tanti esempi di quanto sia malata la distribuzione italiana: uscito nel 2004 in UK, in Italia non è mai stato proiettato nelle sale, uscendo direttamente in dvd con un titolo orrendo, L’alba dei morti dementi. Eppure si tratta di un ottimo film: non una parodia dei film horror sugli zombie ma una declinazione in chiave comica degli stessi. Invece di limitarsi a riprendere i soliti stereotipi del genere aggiungendovi solo più azione, più urla, più effetti speciali, il film preferisce infarcire le scene di ottimi dialoghi e situazioni paradossali, cercando di non dimenticare mai che si tratta di un film horror.

Insomma non il film dell’orrore da vedere se si vogliono scene forti che facciano davvero paura, ma un’ottima pellicola che coniuga alla perfezione horror e commedia, riuscita proprio perché è essa stessa a non prendersi mai troppo sul serio.

Shaun of the dead