Referendum sul divorzio a Malta, appunti sparsi

Sabato a Malta si è svolto il referendum sul divorzio.
Visto che ai tempi del referendum in Italia non ero in giro, è stato interessante vedere come si è svolta la battaglia referendaria, con la chiesa ed i nazionalisti intenti ad usare le peggiori tattiche per convincere a votare no.
Pochi appunti sparsi.

In questi ultimi mesi si vedevano ovunque cartelloni inneggianti il “no” mentre non mi è mai capitato di beccarne uno per il “sì”. Anche nella cassetta delle lettere ho trovato solo depliant a favore del no.
La maggior parte dei messaggi raffiguravano bambini impauriti o che venivano strappati alle famiglie.
Ma il migliore è senza dubbio il seguente:

Kristu iva, divorzju le

Immagine presa da maltatoday.tumblr.com

“Kristu iva, divorzju le”, ossia “Cristo sì, divorzio no”.

Il clero ha fatto il proprio lavoro, continuando a predicare che chi avesse votato “sì” sarebbe finito all’inferno.

Il comitato del “sì” è stato praticamente snobbato dal governo (nazionalista), subendo un torto dopo l’altro.

Il comitato del “no” ha scritto una lettera aperta alle donne spiegando come il divorzio avrebbe significato che sarebbero state abbandonate dai mariti.

I cartelli che spiegavano come votare mostravano un fac simile in cui la croce era sul “no”.

In uno dei distretti agli anziani che non riuscivano a comprendere il quesito è stato chiesto se volevano divorziare o meno, anziché chiedere se erano favorevoli o no al divorzio.

La partecipazione è stata la più bassa di sempre, intorno al 72%, ed il “sì” ha inaspettatamente vinto con il 54%.

Il costo complessivo del referendum pare sia stato di quattro milioni di Euro, che si sarebbero potuti risparmiare con una classe politica decente.
Ma siamo ai livelli di quella italiana :-)

La condizione femminile invece è ancora peggiore di quella italiana, quindi lascio immaginare a che livello sia.

1 Commento.

  1. Infatti la Bibbia menziona spesso il divorzio e non perché è un peccato orribile, ma come soluzione a un matrimonio che non può continuare ad esistere. Certo, se la gente la smettesse di sposarsi a casaccio..

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