Randagi

Casa mia, in Italia, si trova in campagna. Tutt’intorno è pieno di gatti randagi. Alcuni di questi animali ricevono un nome per via di un particolare che li marchia, Lucifero per gli occhi spiritati, Nerone per il pelo completamente nero. Altri invece sono solo gatti randagi, e questo li farà dimenticare più in fretta quando un giorno smetteranno di mostrare la loro presenza.

Tra queste bestie senza nome c’è una femmina che ha iniziato a presentarsi alla nostra porta un paio di anni fa. Una gatta selvatica che non ha mai voluto una carezza né ha mai mostrato affetto, ma non è mai stata così orgogliosa da rifiutare i nostri aiuti. L’anno scorso ha avuto un figlio, Piccolo, un gatto bellissimo e tanto amorevole che al contrario della madre ha cercato fin da subito di far parte della nostra famiglia e di entrare in casa insieme alla nostra micia ufficiale, Truk.

Poi, poco tempo fa, la gatta senza nome ha avuto un altro gattino, un batuffolo rosso e bellissimo con gli occhi azzurri, mi raccontano. Un mattino, quando mio babbo ha aperto la porta, li ha trovati fuori sul terrazzo entrambi, madre e figlio. Mia mamma si è subito presa cura del piccolo, avrà avuto tre settimane al massimo, nutrendolo con latte e con mousse (quando parla della mousse abbassa la voce per non farsi sentire da mio babbo). Per un paio di giorni la randagia senza nome è stata lì con lui, sul terrazzo, poi un giorno si è allontanata.

Il micio, appena fiutata la libertà, si è avventurato per il mondo, che in questo caso combacia con il nostro giardino. I miei hanno sentito la randagia senza nome miagolare per tutta la giornata, in cerca del figlio. Poi al mattimo li hanno trovati entrambi in un vaso alto, dal quale il piccolo non poteva uscire. La madre al mattino lo lasciava, poi tornava alla sera. Lo ha fatto per un paio di notti, poi si è allontanata di nuovo.
Qualche giorno dopo, è morta.

Sembrava affaticata, respirava con un po’ di fatica, mia mamma ha creduto che avesse bisogno di riprendersi dal parto. Invece l’ha trovata pochi giorni dopo che ha lasciato il gattino nel vaso. Lo ha lasciato a noi, poi è andata a morire altrove.

Il micetto ora vive con una famiglia ricca che adora i gatti, nella loro villa hanno una stanza soltanto per loro. Truk ha finalmente accettato l’amicizia di Piccolo, ed ora poltriscono insieme in giardino. La randagia senza nome è stata sepolta nel nostro giardino, vicino a Micia, la gatta che per 13 anni ha fatto parte della nostra famiglia. Nessuno le ha dato un nome.

1 Commento.

  1. Ho scoperto i gatti da poco. Ho avuto un cane per 17 anni e, quando è morto (è morta, era una femmina) ho giurato che non l’avrei mai sostiuita. Poi è arrivato lui. Mascherina nera sugli occhi, calzini bianchi ai piedi, occhi verdi trasparenti e un’ansia di libertà che resta indomita, nonostante l’adozione e il nome da coccole. Sto imparando a conoscerlo, il suo resta un mondo a parte, di cui a volte appare geloso, e io sono lieta di rappresentarne una parte.

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