Perché alla fine Lost è meglio di Heroes

Hurley, l’eroe del pulmino

Avevo scritto un lungo (e noioso) post su Lost e Heroes, a seguito della visione dei due finali di stagione, riallacciandomi a quanto già detto due mesi fa. Ma visto che era troppo lungo (e noioso), preferisco condensare in pochi punti la questione sul perché alla fine la terza stagione di Lost sia riuscita a superare la prima stagione di Heroes:

[Seguono anticipazioni sui finali di stagione delle due serie]

  • Gli sceneggiatori di Lost hanno cominciato a dare qualche risposta: hanno mostrato chi fosse l’uomo con la benda, che fine avessero fatto i partecipanti al progetto Dharma, dove va a finire il cavo che sparisce nell’oceano… e, in generale, anche i nuovi elementi trovano a volte una spiegazione dopo qualche puntata (vedi il pulmino con l’operaio morto);
  • Anche se Charlie che dà una pagaiata in fronte a Desmond anziché dirgli semplicemente “no, nella stazione subacquea vado io, grazie del pensiero”, dà un’idea di quanto il dialogo continui ad essere difficile sull’isola, finalmente i protagonisti parlano tra loro dei misteri e dei segreti di cui sono a conoscenza, e non solo di fuffa (ma c’è qualcuno a cui frega davvero del triangolo Jack/Kate/Sawyer?). La battuta di Charlie nell’episodio 21 dice tutto:

    Perche’ tutto deve essere un segreto? Che ne dite di un po’ di franchezza una volta tanto?

  • In Heroes ci sono troppi buchi nella logica, come se gli sceneggiatori non sapessero dove volessero andare a parare o stessero cercando di allungare il brodo all’inverosimile. Si veda il primo scontro tra Peter e Sylar, con il buono che può leggere i pensieri dell’altro, utilizzare la telecinesi e volare ed invece si fa prendere alle spalle dal serial killer mutante. E quando quest’ultimo è neutralizzato anziché essere messo fuori gioco definitivamente viene lasciato lì;
  • I personaggi non sono più stati minimamente sviluppati e paiono agire a casaccio: Mohinder sembra un idiota, a Parkman non va meglio, e Peter continua ad essere un personaggio incompleto;
  • Personaggi prima fondamentali come Claude o l’haitiano (Wireless nemmeno la nomino), vengono fatti sparire nel nulla;
  • Non si può ridurre lo scontro finale tra Peter e Sylar ad una scazzottata;
  • Il colpo di scena di Sylar che si salva è quanto di più loffo potesse esserci, alla faccia di tutte le promesse fatte dagli autori sul ciclo che si chiudeva con la prima stagione.
  • Il colpo di sena del sacrificio di Nathan è prevedibile e fondamentalmente senza senso: Peter può volare da solo ma, a parte questo, basterebbe il metodo usato da Claude in passato: una mazzata in testa che faccia perdere i sensi a Peter. Oltretutto se Claire avesse sparato nessuno sarebbe morto. Molto meglio il sacrificio di Charlie in Lost, a prima vista stupido eppure previsto ed inevitabile, e quindi più doloroso. Lascia un po’ perplessi l’apparente immortalità di Bakunin, o il fatto che Penelope fosse proprio lì ad aspettare la trasmissione, ma sono certo che verrà data qualche spiegazione.
  • Il colpo di scena riguardo al flashback di Jack che in realtà è un flash-forward, l’ho trovato un vero colpo di scena, e per quanto qualcuno possa dire che è banale, io non me lo aspettavo.
  • Hurley che va all’arrembaggio con il pulmino degli Hippie. Ma davvero bisogna aggiungere altro?

Insomma, Heroes è pur sempre una serie ben fatta ed il finale è tutt’altro da buttare, ma non c’è nulla da fare, la curiosità per il futuro (o passato) di Hiro e di Heroes non riesce a raggiungere quella per Jack e i naufraghi dell’isola: chi è la persona morta nel futuro (Locke? Ben?)? Perché il padre di Jack viene citato più volte dal figlio come ancora vivo? Chi è Richard e perché non è invecchiato da quando è apparso a Ben da ragazzo? Ma, soprattutto, come faranno i sopravvissuti a tornare indietro? Lost è tornata ad essere una serie avvincente, punto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *