Ubuntu, ovvero Linux che funziona

Un paio di giorni fa mi sono deciso a reinstallare Linux, nello specifico la nuova release di Ubuntu, Feisty Fawn, e per quanto poco l’abbia provata il primo pensiero è che finalmente ci si stia muovendo nella direzione giusta. La scheda ethernet integrata, che con la release precedente aveva dato qualche problema, è stata riconosciuta al volo e i driver ATI proprietari erano disponibili con un click. Certo c’è ancora parecchio lavoro da fare prima che diventi davvero un sistema operativo pronto per le masse ma per la prima volta posso ritenermi soddisfatto, è bastato usare un attimo Google o aprire la riga di comando e tutto si è sistemato. Insomma, a quanto pare i primi frutti stanno arrivando, c’è solo da sperare che si continui in questa direzione.

16 pensieri riguardo “Ubuntu, ovvero Linux che funziona”

  1. Son solo uscito per un attimo dal mio letargo… succede, a volte :-)

    Tu, piuttosto, attento alle uscite. Si fa presto a dare la colpa ai cartelli stradali…

  2. LOL! :-)
    P.S. Per le uscite… in quella strip non c’è NULLA di inventato, veramente! …sigh! Oddio, giusto l’accento del casellante, ma quella cadenza ce l’avevano le altre persone a cui abbiamo chiesto. :-)
    Buon fine settimana.

  3. E ancora non hai letto niente! Io continuo (anche stamattina, anche se non m’è uscita molto divertente) a raccontare, ne verranno fuori delle belle.
    Solo che per un viaggio di due giorni, con una decina circa di strisce, ci vorranno 10 settimane.
    Comunque pensa al positivo, il fatto che stia scrivendo qui vuol dire che in un modo o nell’altro sono anche tornato a casa… ;-)

  4. C’è una cosa che non ho capito: ma le strisce sono già pronte o devi ancora realizzarle?
    Comunque mica è un obbligo postare con cadenza periodica :-)

    (Spammone! :-P )

  5. Le strisce le realizzo volta per volta. Ne ho già un paio più una pronta, che non è la prossima (per cui potrei ritardare anche lunedi prossimo ^_^), una in lavorazione che sarà la sesta, e diversi schizzi fatti al volo per raccogliere un’idea o uno spunto. Però ho già l’indice, se vogliamo chiamarlo così, con i riferimenti agli schizzi e ad eventuali idee da “snocciolare” in striscia.

    Per la cadenza, beh, se la rispetto mi affranco “i lunedi del buonumore”, e l’impormi due strip a settimana mi costringe a sedermi a tavolino. Questo per ora non è un peso, anzi mi aiuta a costringermi a prendermi quei momenti di relativa calma, e spero possa influire positivamente sulla tecnica. Una volta disegnavo tantissimo (inizio anni ’90, fino ai primi anni di università, ’94, forse ’95, ma da secoli non tocco una matita. Continuavo coi Mamozzi, con un pennarello (Pilot Sign) sempre a portata di mano, a fare qualche scarabocchio (proprio scarabocchi, molto più essenziali di questo . Adesso invece già sto facendo qualcosina di più fine.

    [quote]Spammone! :-P )[/quote]
    Se ti riferisci alla mail diieri, porca miseria, ogni tanto sbaglio pulsante in Pimmy…

  6. Carino! Non l’avevo ancora visto!
    Se vuoi qualche volta ti racconto come faccio io; è abbastanza simile, tranne che per i primi 4 punti, in cui siamo completamente differenti.

    Riguardo alla cadenza delle strip conoscendomi :-) è meglio che me ne tengo un paio sempre già pronte! ;-)
    Il fatto è che ci metto di solito una serata piena a fare una striscia, 2/3 ore, che sarlgono a 4/5 nel caso di quelle a colori. Le facessi come le facevo per pochissimi intimi (meno dei miei 25 lettori del blog. ^_^) sarei più veloce, 5-10 minuti ed è fatta, ma in quel caso facevo uno schizzo che poi sul monitor non sarebbe leggibile, e quando un’espressione non mi veniva bene così d’istinto strappavo tutto e rifacevo, invece adesso faccio una cosa un po’ più “professional” :-P studio l’espressione o l’atteggiamento fisico per cercare di rendere a colpo d’occhio, per essere più esplicito; è necessario per raccontare a chi una situazione non l’ha vissuta e non la sta vivendo.
    D’altronde per comunicare, un fumetto deve attingere alla esperienza comune di chi disegna e di chi legge, e quindi è più laborioso fare una cosa di immediata comprensione per chiunque piuttosto che destinare solo a chi una situazione la sta vivendo in quel momento.

  7. Accidenti, m’è partito l’invio prima di finirea scrivere.

    In aggiunta dicevo, magari interessa vedere come fanno disegnatori un po’ più professionali, tipo questo, ma i miei sono proprio scarabocchi!!!
    Anzi, mi piacerebbe A ME sapere come fanno gli altri a disegnare le nuvolette, i baloons, che io ho qualche problema… :-)
    Cià

  8. Già letta, c’ero arrivato dal tuo blog :-)

    Sarebbe una cosa interessante vedere come lavorano i vari fumettisti, dalle cose più stupide a quelle meno banali… ma te l’ho detto, sei tu che devi pensare a queste cose… su, lancia un “meme” :-P

    (Buon fine settimana ^^ )

  9. L’ho messo tra virgolette apposta :-)
    Pure io trovo un po’ ridicolo chiamarlo così, quasi a volergli dare più dignità…

    Dai, sarebbe un memozzi :-P

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