Stay – Nel labirinto della mente

Locandina del film 'Stay - Nel labirinto della mente'

Recensione breve: noioso e banale.

Recensione lunga: Uno psichiatra fidanzato con un’artista che ha salvato dal suicidio prende in cura un paziente che gli annuncia la decisione di suicidarsi il giorno del suo ventunesimo compleanno. Mentre il dottore cerca di ritrovare il paziente e scoprire elementi sulla sua vita che possano aiutarlo, strane cose iniziano ad accadergli intorno: eventi che si ripetono, persone morte che sembrano tornate in vita, previsioni sul futuro che si avverano, e musiche lente di sottofondo che conciliano l’abbiocco, quello dello spettatore purtroppo. Il finale spiegherà tutti questi strani fenomeni (ma non le musiche abbioccanti), con un colpo di scena talmente inaspettato che il regista, Marc Forster, avrebbe potuto annunciarlo personalmente all’inizio del film.

E chi cita Lynch per questo film dovrebbe offrire i propri bulbi oculari alla scienza.

Un film da lasciar perdere, se piace il genere è molto meglio L’uomo senza sonno, per restare ad una pellicola recente che ha più di un’analogia con questa.

Stay – Nel labirinto della mente

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