Popolarità, populismo, e blog

Sul Venerdì di Repubblica odierno il tema di copertina è il mondo dei blog, o meglio, come già si evince dalla copertina, il blog di Beppe Grillo e en passant la blogosfera. Il contenuto è assai noioso e tirato via, ma mi ha incuriosito notare (ack! Scopro che Alessio mi ha preceduto) come Daniele Luttazzi abbia deciso di dare lo stop al proprio blog il giorno precedente all’uscita dell’articolo. Sono molto dispiaciuto di questa decisione, e condivido in toto il punto di vista del comico, che personalmente vedo anche come una critica allo stesso Grillo che per quanto sia bravo cade comunque piuttosto spesso nella demagogia e nel populismo, sempre col tono fastidioso di essere l’unico a possedere la Verità (e poco importa se fino a ieri saliva in cattedra per mettere in guardia da Infernet, mentre oggi ha un blog visitato da migliaia di persone). Che poi tutte queste cose siano collegate o meno non lo so, di certo per la decisione di Luttazzi i prodromi erano evidenti. Mi mancheranno pezzi come questo e questo.

Debbo ammettere comunque che il tema più interessante che spunta dall’articolo sul Venerdì è un altro, ossia: perché i blog stanno avendo tanto successo rispetto ad altri canali di comunicazione della rete? In particolare, mi chiedo, perché quasi trent’anni di Usenet non hanno raggiunto il medesimo scopo? Questo, a mio avviso, è un tema che meriterebbe parecchia attenzione, e non può essere liquidato con risposte banali. Nell’intervista ad esempio si parla del fatto che non si possano fare ricerche tra gli articoli dei newsgroup (sbagliato), ma si potrebbe tirare in ballo anche la maggior semplicità del web rispetto all’nntp, o il fatto che nei blog si possano inserire più facilmente link e contenuti multimediali, eppure nessuna di tali soluzioni mi pare quella corretta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *