Le parole sono importanti

È incredibile (e deprimente), il processo di involuzione concernente la lingua italiana in corso presso massmedia e affini: alle Poste si possono trovare espositori con scritte pubblicitarie quali “un pò di”, stessa cosa se si guarda ai sottotitoli di alcuni programmi televisivi (su MTV, Mediaset, etc…), e ultimamente anche su Repubblica, versione cartacea e non, si notano sempre più spesso accenti dove non dovrebbero esserci e “pò” in libertà.

Sarebbe interessante studiare il fenomeno, e capire i motivi di questo processo: È semplice disattenzione o ignoranza? Personalmente credo che sia soprattutto la seconda, ed in particolare temo che la mancanza di formazione, unita ad un disinteresse generale (perché sbattermi per un lavoro che se va bene dura sei mesi e mi dà una paga da fame?), offra anche questo come uno dei suoi tanti frutti avvelenati.

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(Da Repubblica.it di qualche giorno fa)

(Ovvio che qui mi stessi riferendo solo a quello che accade nel campo dell’informazione, che una volta era maestra ed invece adesso pare non riesca più ad insegnare nulla, se facciamo un discorso generale sul decadimento della lingua i motivi aumentano: ad esempio constato una eccessiva fiducia nella tecnologia, per cui se il correttore ortografico non segnala errori significa che non ce ne sono e se il T9 scrive “pò” significa che quello è il modo giusto di scriverlo. Inutile infine sottolineare come la scarsa cultura letteraria sia una delle cause principali del fenomeno: chi non legge non può saper scrivere. Ma allora perché molti che non sanno scrivere sono studenti che leggono svariate centinaia di pagine all’anno?)

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